COVID-19 La grande battaglia a cui siamo chiamati

COVID-19 La grande battaglia a cui siamo chiamati

Trovi interessante questa pagina?

Trovi interessante questa pagina?

Condividila:

Condividila:

Partiamo dalle affermazioni della donna quarantasettenne di Vò Euganeo, il paese di partenza del focolaio italiano della epidemia da COVID-19, guarita dalla forma respiratoria causata dal virus SARS-CoV-2 e negativizzatasi ai test del virus. Dice la signora: “Svegliamoci ragazzi, che ci stiamo facendo del male da soli …. ho fatto il tampone non per me ma per chi mi era intorno. Mi guardavano come se avessi sputato il virus nel caffè …. sono stata un giorno in ospedale, mi hanno fatto una flebo e mi hanno dimessa … ho fatto la quarantena, ossia i 14 giorni a casa … , se non fosse morto il povero Adriano, l’anziano signore già ricoverato per problemi pregressi, se fossimo andati lunghi, non avrei saputo di essere positiva. E come me, tanti altri. Non credo sarebbe cambiato nulla” Ed aggiunge “Ma di cosa parliamo? Si tratta di un’influenza, mica muori. Mi sembra che siano diventati tutti scemi”.
Queste le dichiarazioni ben chiare e comprensibili. Lo stupore di chi è stato relativamente male, isolato, visto quasi come un appestato, e che non capisce la sproporzione tra la lieve malattia subita, e gli eventi occorsi dopo la positività del tampone. Non capisce cosa è questo coronavirus, nuovo, mai sentito, mutato da pochi mesi, passato da infettare alcuni animali, ad infettare improvvisamente l’uomo. Tutto nuovo, troppo recente e per questo ancora in via di comprensione da parte del mondo scientifico. Ma ricordiamoci che, per sua natura, il coronavirus è un virus respiratorio, diffusivo, secondo regole conosciute e certe, poco aggressivo. La sua caratteristica particolare è la diffusione veloce ed esponenziale. Nessuno di noi umani ha ancora le difese nei confronti di questo virus. Lui si trova di fronte ad una prateria immensa (la popolazione del mondo intero) non protetta dai nostri forti eserciti pronti ad intervenire per difenderci da qualsiasi attacco di microbi (I diversi livelli di difese immunitarie. Vedi quanto ho scritto in precedenza.) In questa situazione il virus corre senza freno, diffonde. E più diffonde, più tende a contagiare altri individui. E così in una catena senza fine. Ed il problema è che tanto più diffonde, tanto più aumentano le persone ammalate, e di queste una percentuale comunque manifesta forme gravi, talvolta letali. E cresce esponenzialmente il numero dei malati ed anche dei decessi. In particolare delle persone più deboli e già ammalate. In questa situazione anche i migliori sistemi sanitari rischiano il collasso sotto numeri enormi di pazienti che richiedono assistenza.
Quale è quindi la grande battaglia a cui siamo chiamati? La grande battaglia di tutta l’umanità è evitare che diffonda un virus senza freno, sia per mancanza delle nostre difese, sia per la mancanza di vaccini e di farmaci. E questo è il vero problema di un focolaio iniziale, prima piccolo, poi epidemico, che crescendo diventa pandemia. E gli strumenti per frenare questa corsa del virus sono medicine e vaccini. Ma fino a quando non abbiamo trovato un vaccino efficace e sicuro, ed un farmaco antivirale attivo, l’unico strumento è l’isolamento dell’individuo, dei contatti, di comunità, di intere città o aree contaminate.
In questo caso non perché il virus è letale, ma perché cresce a dismisura. E questo è quanto è successo nelle nostre regioni del Nord del nostro paese.
Ora il virus continuerà comunque a diffondere, ma nel frattempo lo sforzo della comunità scientifica internazionale è trovare al più presto “il vaccino specifico” ed il farmaco più appropriato.
Ed anche questa volta si dimostra ai gruppi NO VAX che senza degli strumenti adeguati che inducono una protezione anticorpale specifica non si arriva da nessuna parte.

error: Il contenuto di questo sito è protetto!
C e s m e t . c o m C l i n i c a d e l V i a g g i a t o r e
C e s m e t . c o m C l i n i c a d e l V i a g g i a t o r e
C e s m e t . c o m C l i n i c a d e l V i a g g i a t o r e